La grandezza del verde

Il “verde” è un colore che si ottiene mischiando il blu e il giallo. Lo uso spesso nei dipinti. A volte metto più blu, altre meno; spesso ne ricerco la luminosità, altre volte lo spengo.

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Il verde è il colore della natura, il colore della vita. Lo associo spesso agli occhi, alla vista.

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Riesce a darmi la sensazione della pace e della tranquillità, per questo molto spesso fa da sfondo alle mie opere. Dona ai volti la solennità che meritano, dando l’idea di essere senza tempo.

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L’ultimo ballo

Per l’esame di Stato 2020 ho realizzato un’opera pittorica con la tecnica olio su tela, intitolata L’ultimo ballo.

La consegna per il lavoro era di rielaborare un’avanguardia storica del 1900; io ho scelto il Surrealismo, in particolare l’opera Ritratto di Giuliano de Medici di Salvador Dalì.
L’opera risale al 1982 e fa parte di una fase che si può definire “classica” del pittore, in cui rielabora delle statue rinascimentali nello stile surrealista, come in questo caso una statua di Michelangelo.
Ho ripreso l’ambientazione tipica delle opere di Dalì, il deserto sormontato da un cielo azzurro cosparso di nuvole. 

A differenza del pittore ho rielaborato una statua impressionista e non rinascimentale, ovvero Piccola ballerina di 14 anni di Edgar Degas. Il tema dell’opera è la crescita, l’evoluzione: la scultura di Degas rappresenta infatti una bambina che sta diventando donna, con un corpo ancora imperfetto e in fase di sviluppo. La statua è immersa nell’atmosfera del sogno, riprendendo le opere surrealiste. La ballerina è nell’età in cui facciamo tanti sogni sul futuro ed io ho cercato di immaginare i suoi desideri di bambina: il corpetto si trasforma in un vetro, dietro al quale una figura allungata danza in mezzo al deserto. Questa figura riprende le opere di Dalì per le gambe sottili e allungate.

L’opera si intitola L’ultimo ballo perché rappresenta gli ultimi pensieri di una bambina che presto sarà una donna, ma allude anche al destino della modella per la statua di Degas che smise di ballare e diventò una prostituta, come molte giovani del suo tempo. Il titolo ha un significato particolare per me in quanto è l’ultimo quadro del liceo e quindi la conclusione di un percorso iniziato all’età della giovane ballerina.

Fine Zine

“Fine Zine” è una rivista pensata e creata durante l’emergenza Covid-19 per sostenere la sanità italiana. La rivista raccoglie giovani artisti da tutta Italia, pubblicando le loro opere. Tutto il ricavato sarà donato in beneficienza. Ho partecipato anche io con l’opera Lasciami andare. Sono stata pubblicata in “Issue 00” insieme ad altri 25 artisti.

Trovo che il progetto sia bellissimo, prima di tutto perché permette di dare un aiuto concreto al nostro Paese. Inoltre la rivista è stata interamente realizzata da un gruppo di giovani volontari con la voglia di mettersi in gioco e che danno la possibilità a tanti artisti come me di farsi conoscere.

Lasciami andare

Un pannello per la mia cucina

Tutto è cominciato due anni fa quando i miei genitori mi hanno chiesto di dipingere un quadro per la loro camera da letto. Il quadro avrebbe dovuto sostituire un pannello con una stampa di alcuni angioletti. Così, alcuni mesi dopo, ho realizzato la copia della Madonna di Port Lligat di Salvador Dalì. Il quadro ha dovuto aspettare un anno intero prima di essere incorniciato e poi appeso questo luglio 2019.

A quel punto cosa fare del povero pannello?

Mia mamma è arrivata subito ad una soluzione: un quadro per la cucina ovviamente!

Così è cominciata per me una nuova avventura, trovandomi a fronteggiare un pannello di discrete dimensioni che doveva anche essere preparato. Dopo qualche giorno passato a lottare con la cementite e l’acqua ragia, i bordi imprecisi e il fondo nero sono riuscita a preparare la base del dipinto che nei mesi seguenti avrebbe occupato la mia piccola camera.

Dal fondo nero ho cominciato a dipingere la prima figura, poi la seconda e così via, dando pian piano vita all’immagine del quadro che avevo in mente.

Quando, qualche giorno fa, ho finito il quadro alla felicità si è mischiata anche un po’ di malinconia. Questa Natura morta ha richiesto tanto lavoro in questi mesi e adesso che è finita non mi resta altro che cominciare un nuovo dipinto.

Figueres-Barcellona

Da molti anni il mio pittore preferito è Salvador Dalì. Trovo affascinante la sua incredibile personalità e i suoi lavori mi donano grande ispirazione.
Per questo ho passato anni interi a sognare di visitare il suo Teatro-Museo a Figueres per poter vedere le sue opere e respirare la sua arte.
Il 16 Maggio 2019, il giorno del mio diciottesimo compleanno, i miei genitori mi hanno portato all’aeroporto senza dirmi niente e siamo volati in Spagna!

Ho passato 4 giorni con un sorriso enorme e gli occhi che brillavano: è stata una vacanza perfetta.

Abbiamo passato i primi due giorni a Figueres, dove abbiamo visitato il “Triangolo Daliniano” .
La prima tappa è stata la casa di Dalì a Port Lligat.
Quella mattina pioveva mentre con la macchina costeggiavamo il mare per arrivare al piccolo villaggio di pescatori dove si trova la casa.
La bellezza e la quiete di questo posto hanno reso semplice capire perché il pittore vi avesse costruito la propria casa.

La seconda tappa è stata il Teatro-Museo di Salvador Dalì a Figueres, un posto indescrivibile per la sua unicità .

Abbiamo completato il triangolo Daliniano visitando la casa di Dalì a Pùbol.

Da Figueres ci siamo spostati a Barcellona dove ho camminato sulla Rambla, bevuto un frullato di frutta nella Boqueria e assistito allo spettacolo della Fontana Magica.
Tra una paella e l’altra ho anche visitato il posto più bello dove sia mai stata, la Sagrada Familia. Mi sono sciolta in lacrime tra i mille colori delle vetrate.